Uscito nelle sale nel 2013, nonostante i grandi nomi davanti e dietro alla cinepresa, Cose Nostre non ha ricevuto un grande riscontro tra il pubblico. E forse, un film diretto da Luc Besson (il regista di Léon e de Il quinto elemento, solo per citarne qualcuno), prodotto da Martin Scorsese e con un cast d’eccezione meritava miglior vita.

Giovanni Manzoni, ex gangster italoamericano, ha deciso di pentirsi, tradendo tutta la sua famiglia e mandandoli, uno ad uno, in carcere. Così, insieme alla sua famiglia, entra a far parte del servizio di protezione testimoni ed è costretto a cambiare identità e domicilio ogni 90 giorni; questo è dato anche dal fatto che tutta la famiglia poco si presta all’integrazione con gli abitanti dei posti dove vanno; in ultimo finiscono in un paesino della Francia.

Il pater familias, un Robert De Niro in pensione, che si trova, da “uomo rispettato” a comune cittadino, subisce questa nuova vita; la moglie, Michelle Pfeiffer, prova sulla sua pelle anche la diffidenza dei nuovi concittadini e così succede per i due figli. Insomma, il cambio di vita li ha riportati con i piedi per terra e questa nuova condizione è spesso difficile da accettare.

Per superare l’iniziale ritrosia dei vicini di casa e presentarsi al nuovo paese, la famiglia Manzoni decide di invitare tutti alla festa che, per antonomasia, sancisce un legame d’amicizia: il barbecue. Da buon italoamericano, De Niro si mette dietro alla griglia per preparare l’ottima carne a tutti i commensali. E tra un wurstel e una braciola, facendosi largo tra gli invitati, arriva a salutarlo anche quel poliziotto che segue i Manzoni e tutti i loro spostamenti: un Tommy Lee Jones che ricorda molto l’agente segreto di Men In Black.

Come è ben noto, il barbecue domenicale è un caposaldo della cultura americana e con questa piccola festicciola, in un certo senso, si stringe un patto, un legame di amicizia con gli altri commensali; la convivialità è favorita molto dal profumo di carne sulla griglia, dalla bibite fresche e dal bel clima che accompagna la giornata. Inoltre le salse, il pane tostato e le verdure sono degli ottimi “attori non protagonisti” che affiancano sua maestà la carne (possibilmente una bel wurstel).

Il film porta la cifra stilistica di Martin Scorsese, che viene citato in una scena di meta-cinema quando De Niro e Lee Jones vanno a un cineforum e si ritrovano a guardare Goodfellas (Quei Bravi Ragazzi, diretto da Scorsese e con protagonista De Niro).

 

Image Credits: forumcinemas.lv

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